"Amo questa città.

Sono un architetto e non un 'cementificatore'.

E ho fiducia nel lavoro della magistratura": lo ha rivendicato sui social Stefano Boeri, l'archistar presidente della Triennale coinvolto nell'inchiesta sull'urbanistica. In un lungo post, Boeri spiega di essere stato "oggetto di una violenta campagna diffamatoria dovuta in particolare alla diffusione di una serie di frammenti decontestualizzati di miei messaggi privati, trasmessi agli organi di informazione prima che ai miei legali e al sottoscritto. Una situazione incresciosa, non nuova in Italia".