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Fortunatamente, non tutto è perduto. Almeno finché ci saranno in giro comici come Ricky Gervais e soprattutto persone disposte a dissacrare, insieme a lui, tutto il dissacrabile

E no, non va così bene. Perché, sebbene con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, almeno negli Stati Uniti, i santoni della religione woke qualche schiaffone abbiano iniziato a prenderselo, in Europa, in quanto a libertà di espressione e di pensiero, non ce la passiamo tanto bene. E non certo perché, come ci urlano quotidianamente i progressisti difensori della Costituzione, siamo in balia di una pericolosissima deriva fascista del potere. Piuttosto perché la vera dittatura, quella delle minoranze, continua a dilagare in mezzo a noi. Ne fanno le spese soprattutto gli inglesi che negli ultimi tempi hanno dovuto sopportare di tutto. Nell’ordine: la messa in discussione del «mito della meritocrazia», in quanto percepito come «molestia razziale»; il vademecum arcobaleno per le scuole primarie con le trecento (300!) bandiere del Pride; il corso per ostetriche che promuove l’allattamento al seno maschile e, dulcis in fundo , la cacciata da scuola di una ragazzina, rea di aver indossato la bandiera del Regno Unito in occasione della «Giornata della diversità culturale». E sono solo i casi più