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Ultimo aggiornamento: 9:28
È alto e dinoccolato, impacciato e genuino con la stampa, si ispira a Jokic e nella notte più importante della sua vita si è seduto per i fatti suoi a mangiare pollo fritto in tuta. “Hansen, Hansen, mettiti il completo. Ti hanno chiamato!”. E via a stringere la mano ad Adam Silver con uno smoking bianco che non è di certo passato inosservato. È iniziata così l’avventura di Yang Hansen in Nba, l’antidivo per eccellenza della classe draft 2025 scelto alla numero 16 dai Portland Trail Blazers. L’oggetto misterioso più interessante della lega arriva dalla Cina e fa già parlare di sé. Non tanto per quello che ha mostrato in campo durante la Summer League (sia chiaro, stiamo parlando di un buon prospetto) quanto per il suo stile unico e impareggiabile. Per il suo fare leggero e sincero in Europa à già un idolo. Ma un personaggio del genere quanto potrebbe funzionare in America?
Tutti parlano di obiettivi, sogni e modi per lasciare il segno nella lega. E poi c’è Hansen: “Cosa mi piace fare? Mangio, gioco alla PS5 e dormo”. La risposta più inaspettata diventa quella più apprezzata. Senza timore di dire come stanno le cose. Il centro cinese non cerca la frase a effetto, ma racconta la sua quotidianità senza nemmeno pensarci due volte. Ed è proprio questo che lo rende sorprendente. Poi, c’è anche il campo. E se vieni scelto alla numero 16 – quando inizialmente saresti dovuto essere chiamato intorno alla 40esima scelta – allora hai davvero qualcosa di speciale: Yang gioca un basket vecchio stile, si fa trovare spesso in post e disegna linee di passaggio che ricordano proprio Jokic, dominatore dell’Nba e altro antieroe di cui ormai conosciamo ogni singolo comportamento. Ecco il primo paragone (che non è neanche troppo azzardato), forse scomodo e prematuro. Hansen si limita a indicarlo come suo idolo, in attesa di un autografo e di una foto insieme sullo stesso campo.







