«Non capita tutti i giorni di vedere da vicino una squadra così forte, di Serie A. Per me che ho fatto anche l’allenatore è stato davvero bello e interessante». Ieri mattina (venerdì 25 luglio), nel ritiro di Prato allo Stelvio, giocatori e staff del Torino hanno ricevuto la vita del «padrone di casa», Gustav Thöni, leggenda dello sci e dello sport italiano, che vive a un paio di chilometri dal campo sportivo. Il mito della «Valanga Azzurra», 74 anni portati splendidamente, vincitore di 4 Coppe del mondo assolute, un oro olimpico e 4 mondiali, ha seguito a bordo campo l’allenamento. E poi si è intrattenuto con la squadra.

Che impressioni ha avuto?

«Non sono un grande intenditore, lo confesso. Da ragazzino, ai tempi del collegio, giocavo spesso, ma c’era solo un cortile con la sabbia e anche lì dovevo fare lo slalom, però fra le piante. Mio cugino, invece, era bravo, ha giocato nelle squadre della zona ed è anche andato in ritiro con il Milan. Per me è la prima occasione di vedere all’opera giocatori di questo calibro. Mi hanno colpito la velocità dei passaggi e la preparazione atletica dei portieri».