Sotto i ghiacci che si ritirano, un’antica memoria animale riaffiora: è quella delle balene. Un inaspettato e straordinario ritrovamento è avvenuto sull'isola di Wilczek, nell’arcipelago di Franz Josef Land, nell’estremo nord della Russia: un vero e proprio “cimitero di balene”, composto da ossa e scheletri ben conservati, è emerso a seguito del ritiro anomalo di un ghiacciaio artico.
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Ghiaccio che scompare, ossa che riaffiorano
A segnalarlo è l’Arctic and Antarctic Research Institute russo, che ha diffuso i primi risultati della spedizione scientifica dell’Arctic Floating University, attualmente a bordo della nave rompighiaccio Professor Molchanov, impegnata a documentare l’impatto del cambiamento climatico nella regione. Le immagini satellitari e i rilievi sul campo mostrano un fenomeno impressionante: in meno di 20 anni, la calotta glaciale dell’isola si è fratturata in due e si è ritirata per chilometri, rivelando terreni fino a oggi sepolti dal permafrost. Ed è proprio lì che i ricercatori hanno trovato una vasta distesa di ossa di balena, alcune adagiate sulle terrazze marine, altre parzialmente ancora inglobate nel ghiaccio.






