Si riaccendono i riflettori sul delitto di Cogne. Quanto accaduto il 30 gennaio 2002 è stato protagonista del programma Il caso, in onda su Rai 3 e condotto da Stefano Nazzi. Quella notte Annamaria Franzoni non ha dormito bene. Ha anche telefonato al 118 che le ha diagnosticato uno stato d’ansia oltre a sintomi influenzali. Suo marito Stefano Lorenzi, titolare di una piccola ditta di impianti elettrici, è andato a lavorare e a lei toccava accompagnare il figlio più grande Davide a scuola. Quel giorno uscì di casa alle 8.16. "Davide quella mattina era più lento del solito", spiega il giornalista. La Franzoni scese le scale per andare alla porta ma a metà strada sentì piangere Samuele e "lo trovò seduto sui gradini tra il soggiorno al primo piano e le camere da letto al piano terra. Lo abbracciò e lo portò sul lettone". La Franzoni ha sempre raccontato di essere rientrata a casa, di aver tolto le scarpe, indossato gli zoccoli e di essere andata dal figlio più piccolo di tre anni, Samuele, che era in camera. Il piccolo si lamentava mentre era sotto le coperte tanto che lei, sempre dal suo racconto, credette volesse giocare per poi scoprire la grossa ferita alla testa e il corpo completamente immerso nel sangue che intanto aveva ricoperto pavimenti, coperte e pareti fino a due metri d’altezza. "Sembrava gli fosse esploso il cervello", disse la donna.