La buona notizia, per Elisabetta Piccolotti in Fratoianni, è che il tempo dei sacrifici potrebbe terminare presto: «Presidente», s’è lamentata in aula a inizio 2024 e chissà quante altre volte avrebbe voluto farlo, «le chiedo di richiamare l’esecutivo ad avere maggior rispetto, lo dico perché ci siamo alzati alle 6 per leggere le mozioni che i colleghi hanno depositato ieri alle 20». Alla Camera borbottii e risate. «Sì», ha sottolineato, sfinita, «mi sono svegliata presto per essere qui alle 8...».

Rinnoviamo la nostra solidarietà. E però se la Piccolotti decadrà da parlamentare – spieghiamo subito il motivo – il suo stipendio potrebbe tornare ai 5.081 annui, 423 al mese, come consulente della comunicazione – consulenze pesanti – retribuzione certificata dalla dichiarazione dei redditi del 2021. Altri tempi. Da ottobre 2022 la moglie del capo di Sinistra Italiana, candidata alle ultime elezioni con Sinistra Italiana ma non certo per familismo che è un’esclusiva delle destre, di euro ne percepisce 98.471 (8.205 al mese) più annessi e connessi. Dicevamo che la Piccolotti rischia di perdere la poltrona perché, come anticipato da Libero un mese fa, dal riconteggio dei voti il seggio sarebbe spettato a un altro candidato, e martedì sera – questa la novità – la Giunta delle elezioni ha votato per procedere all’iter che potrebbe portare alla decadenza della signora in rosso. Centrodestra compatto, centrosinistra (ma non il Pd) tra astenuti e contrari.