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La galleria Tornabuoni presenta le suggestive installazioni video del grande artista italiano. Dall'Arte Povera alla tecnologia: l'Acqua come tema filosofico e primordiale

Nel mondo dell’arte ci sono casi in cui promozione culturale e mercato si fondono in un abbraccio virtuoso. È la testimonianza di una delle gallerie più attive a livello internazionale nel sostegno dei maggiori artisti italiani del Novecento e contemporanei. Parliamo di Tornabuoni Arte fondata a Firenze da Roberto Casamonti e suo figlio Michele, che nella sede parigina di Avenue Matignon ha nei giorni scorsi inaugurato una grande mostra dedicata al videoartista Fabrizio Plessi intitolata Une Histoire d’Eau, parafrasi poetica del celebre romanzo di Pauline Rèage.

Nel caso dell’esposizione curata da Ilaria Bignotti protagonista è l’Acqua, elemento primordiale da sempre al centro della ricerca di un artista che il pubblico italiano ha avuto modo di apprezzare attraverso grandi esposizioni pubbliche e scenografiche installazioni site specific come quelle in piazza San Marco a Venezia, nella Valle dei Templi di Agrigento, nella Sala dei Giganti di Palazzo Te a Mantova, alle Terme di Caracalla a Roma, alla Lonja di Palma di Maiorca. La mostra di Parigi è stata allestita in modo volutamente minimale con la scelta di poche sculture di fortissimo impatto emotivo, mettendo in scena un vero e proprio environment che immerge lo spettatore in un viaggio visivo e sonoro in cui l’elemento acqua si declina in un polimorfismo sensoriale e cromatico: “acqua che inghiotte e rilancia, acqua che circola e acqua che riflette, acqua palingenetica e acqua mitologica come un azzurro Uroboro”, scrive la curatrice.