PADOVA - Rapine, minacce e una spedizione punitiva all'esterno di una scuola per vendicare un commento poco gradito di un ex fidanzato. Sono le accuse per cui il 29 settembre Sara Petrovic dovrà comparire di fronte al giudice per le indagini preliminari, come chiesto dal sostituto procuratore Sergio Dini.
Petrovic, 19 anni di Camposampiero, è anche destinataria di un Daspo da Padova firmato dal questore Marco Odorisio. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Prato della Valle e dai militari del nucleo Radiomobile, la 19enne insieme a una 15enne e una 12enne avevano messo la firma su due diverse aggressioni avvenute nei mesi scorsi in città nei confronti di alcune minorenni. L'episodio più violento è del 12 marzo quando due ragazzine di 15 anni erano state prese di mira dal trio di giovanissime. L'agguato, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, sarebbe scattato per vendetta: le due amiche avrebbero insultato, attraverso i social, l'ex fidanzato di una delle tre bulle da strada. Da qui l'idea di fargliela pagare al termine della giornata di scuola. Così le avevano aspettate all'uscita dell'istituto Leonardo Da Vinci e in via Giovanni da Verdara le avevano prese a calci e pugni, anche quando erano entrambe a terra indifese. Un pestaggio finito nell'occhio di decine di smartphone degli altri ragazzi che avevano ripreso tutto facendolo girare tra di loro. Sequestrato dall'Arma, è stata la pistola fumante con la quale incastrare Sara Petrovic e la 15enne, mentre la ragazza di 12 anni (non punibile) è stata solo segnalata. Delle due vittime, la più grave era stata portata in ospedale e medicata con una prognosi di due settimane. Qualche mese prima, il 26 novembre 2024, le tre avevano rubato lo smartphone di una minorenne incontrata per strada alla Guizza. «Quando le ho viste arrivare da lontano ho preso paura perché so quanto sono violente», aveva poi raccontato l'adolescente ai militari. Messa in un angolo, la vittima era stata minacciata: "tira fuori il telefonino sennò facciamo un disastro" le avevano detto prima che la 12enne la afferrasse per il collo e la colpisse con pugni alla pancia e alo volto, facendola cadere a terra. Poi, con la ragazzina in lacrime, le avevano preso il telefono e se n'erano andate.







