Roma, 25 lug. (askanews) – C’è una storia nella storia del conflitto tra Thailandia e Cambogia, che in due giorni è costato 15 vite. E’ quella della transizione apparentemente posticcia di potere a Phnom Penh, dove a comandare parrebbe essere ancora l’uomo forte della Cambogia, Hun Sen, nonostante non ricopra più la carica di primo ministro.

Hun Sen, 72 anni, è oggi presidente del Senato. Ma ha pubblicato sul suo profilo Facebook foto in cui esamina mappe del fronte e partecipa a riunioni con i vertici militari. Questo nonostante il figlio primo ministro, Hun Manet, non dovrebbe essere proprio uno sprovveduto quanto a competenze militari: è laureato alla accademia Usa di West Point ed è formalmente un generale a quattro stelle.

Da un punto di vista visuale, Hun Manet non si è mostrato in divisa militare in questi due giorni ed è parso più svolgere la parte del rappresentante civile del governo cambogiano, che quella del leader militare.

Anche a Bangkok la pensano così. “Sulla base delle prove disponibili, crediamo che il governo cambogiano guidato da (…) Hun Sen sia dietro questi orribili attacchi” ha affermato il generale Vithai Laithomya, portavoce delle Forze armate reali tailandesi in un comunicato diffuso oggi.