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Hulk Hogan, popolare personaggio televisivo statunitense che tra gli anni Ottanta e Novanta fu uno dei lottatori di wrestling più celebri al mondo, è morto giovedì a 71 anni. La notizia è stata confermata alla NBC dal suo manager. Negli ultimi mesi Hogan aveva fatto parlare di sé per via del suo sostegno a Donald Trump in vista delle elezioni presidenziali: durante la convention repubblicana dello scorso luglio aveva riproposto uno dei suoi gesti più noti, strappandosi la maglietta come faceva durante gli incontri sul ring.
Hogan è stato il principale protagonista dell’affermazione negli anni Ottanta della World Wrestling Federation (allora WWF, oggi WWE, di gran lunga la lega di maggior prestigio al mondo) prima in campo nazionale e poi internazionale. Detiene vari record e una lunghissima serie di successi all’interno di quella e di altre federazioni, come per esempio la New Japan Pro-Wrestling, la principale lega giapponese. Nel wrestling vincitori e sconfitti degli incontri sono decisi a tavolino, in base a una sceneggiatura, ma quei primati sono testimonianza della sua grande e longeva popolarità. Sul finire della sua carriera da lottatore aveva provato anche quella cinematografica, recitando in una quindicina di film: nessuno di grande successo, tranne una piccola parte nel film Rocky III dell’amico Sylvester Stallone.











