L’estate è la stagione dell’anno in cui riscopriamo di avere un bene prezioso da tutelare: il mare. In mare vivono meravigliose creature che purtroppo, sono costrette a combattere contro un ecosistema molto inquinato che danneggia la loro sopravvivenza. La causa principale di questo inquinamento è la plastica, basta pensare che un sacchetto di plastica in mare dura per ben 20 anni e i rifiuti più resistenti, come le bottiglie o i pannolini, possono restare in acqua quasi mezzo millennio. La microplastica purtroppo viene scambiata per cibo e inghiottita da numerosi pesci e mammiferi marini, che non riescono a digerirla, comportando conseguenze disastrose per la loro vita. Ogni anno nei mari si calcolano tonnellate di plastica che causano l’80% dell’inquinamento marino. Tale inquinamento è dettato dalle azioni scorrette dell’uomo, come lo smaltimento di rifiuti, in particolare la plastica, la pesca eccessiva, lo scarico di sostanze chimiche da industrie ed agricoltura e lo sversamento di petrolio.
Bottiglie, sacchetti, imballaggi, mozziconi di sigaretta, pesticidi sono tutte conseguenze che danneggiano l’ecosistema marino; reti da pesca, lenze intrappolano molti animali marini, salvati da associazioni che tutelano la loro sopravvivenza, ma questo intervento non basta per fermare l’aggressiva presenza dell’uomo.







