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Alla prima intervista di una calciatrice inclusiva rimpiangiamo già i viziatissimi colleghi maschi

Solo una cosa ci provoca più antipatia del calcio femminile, curioso ossimoro di cui sorridiamo spesso nella nostra famiglia tradizionale di rettiliani, mentre io guardo OnlyFans sul divano e mia moglie gira il sugo in cucina. Ed è la sinistra di gender e d'antigoverno.

E infatti è con un motto di maschilista sufficienza che ieri abbiamo letto su Repubblica l'intervista in cui Elena Linari, veterana della nazionale di calcio femminile (accidentalmente eliminata in semifinale agli Europei in Svizzera, peccato), accusa il Paese di fare passi indietro nel campo dei diritti civili, lamentandosi del fatto che «il governo sta riportando l'Italia alla famiglia tradizionale».