Il 14 giugno del 1983, Emanuela Orlandi tornava dal mare con delle amiche quando in via dei Corridori un’A112 con due ragazzi a bordo accostò e le sfiorò il braccio. Dissero indicandola: “Eccola”. Le amiche risero perché pensarono avesse fatto colpo. “Si è fermata una macchina scura, con due persone dentro, e la persona dalla parte del guidatore ha tirato fuori il braccio, ha toccato Emanuela al braccio e ha detto: ‘Eccola è questa!’“: a distanza di 42 anni il ricordo di un’amica della cittadina vaticana sparita nel nulla è ancora nitido e intatto. La commissione d’inchiesta che indaga sulle scomparse di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori è tornata ieri su quell’episodio chiave, che risale ai giorni che precedettero il rapimento.
Il ricordo di Paola Giordani
Il ricordo stavolta è quello di Paola Giordani, amica della comitiva di Azione Cattolica frequentata da Emanuela Orlandi. Ieri, a Palazzo San Macuto è stata convocata la donna oggi adulta che ha parlato dell’inquietante un episodio avvenuto “pochi giorni prima” della scomparsa della “Vatican Girl”, mentre insieme erano di ritorno dal mare. “Emanuela – ha spiegato Paola Giordani – fu presa per il braccio, poi lei si è divincolata“. Tuttavia l’allora amica della comitiva ha spiegato che lì per lì si misero a “ridere: non abbiamo dato peso più di tanto” alla cosa. Questo episodio fu collegato alla scomparsa di Emanuela solo ‘dopo un po’ di tempo’”, ha riferito Giordani.







