Oggi per quanto riguarda l’economia globale, le guerre commerciali, la partita dei dazi, una parte dell’attenzione si sposta a Pechino.

È in corso il vertice Ue-Cina. Bilaterale, certo, ma influenzato anche da ciò che accade sulle altre scacchiere. In particolare, è diffusa l’opinione che un’intesa fra Bruxelles e l’Amministrazione Trump, sul modello di quella annunciata col Giappone, qualora sia confermata renderà ancora più impervio e spinoso il dialogo tra europei e cinesi.

Xi Jinping sa che l’Ue si sente ancor più danneggiata e minacciata dai comportamenti predatori dell’industria cinese di quanto si senta l’America di Trump. Xi sperava però in un clima di guerra commerciale tra le due sponde dell’Atlantico, per rendere gli europei più malleabili e attirarli verso di sé. Una pace Usa-Ue rende meno praticabile questa sua strategia. Eccovi come i maggiori media internazionali vedono questo vertice.«Alta posta in gioco, basse aspettative tra UE e Cina al vertice di Pechino» è il titolo del South China Morning Post, quotidiano di Hong Kong di proprietà del gruppo Alibaba e vicino al regime cinese. Ecco cosa scrive: «L’unico risultato concreto sarà una dichiarazione congiunta sulle questioni climatiche, la cui negoziazione è stata complessa ma si è infine conclusa nella notte tra martedì e mercoledì, con il testo inviato a Bruxelles per l’approvazione degli ambasciatori dell’UE. Per il resto, i risultati previsti sono minimi. L’unico altro risultato europeo sarà una conversazione sostanziale, aperta, diretta, positiva e costruttiva tra noi su ogni aspetto di questa relazione», ha dichiarato un funzionario, riflettendo quanto siano ormai basse le aspettative. Per certi versi, l’Unione Europea e la Cina hanno preso una direzione opposta a quella che molti si aspettavano all’inizio dell’anno, quando Ursula von der Leyen parlava di "approfondire i legami commerciali e di investimento", e il ministro degli Esteri cinese Wang Yi sosteneva un ruolo europeo nei colloqui di pace sull’Ucraina».Il sito americano d’informazione Politico, di prorpetà del gruppo tedesco Bertelsmann e dotato di una grossa redazione a Bruxelles, intitola: «Con gli Usa fuori gioco, l’Ue cerca di colmare il vuoto climatico con la Cina». «Questo è un momento che l’UE e la Cina non possono permettersi di perdere», ha dichiarato Mary Robinson, ex presidente dell’Irlanda e voce di rilievo nella diplomazia climatica. «La cooperazione climatica Ue-Cina può stabilizzare i mercati, accelerare la transizione verso l’energia pulita e dimostrare che, anche in un momento di divisione, l’azione per il clima resta uno dei percorsi più sicuri verso la resilienza».Il Financial Times di Londra intitola: «La Cina attacca l’Ue prima dei difficili colloqui all’ombra della guerra commerciale e del conflitto in Ucraina». «La Cina è l’attore chiave che permette alla Russia di portare avanti la guerra in Ucraina», ha dichiarato al Financial Times Kaja Kallas, principale diplomatico dell’Ue, alla vigilia del vertice di giovedì. Ha aggiunto che l’Ue è preoccupata per l’eccesso di capacità industriale cinese, gli squilibri commerciali e le «pratiche economiche coercitive», citando la sua supremazia nei materiali critici, nei prodotti chimici e nei droni per uso civile. «Commercio e sicurezza sono interconnessi», ha affermato.Dalla newsletter di Bill Bishop prendo anche la segnalazione di questo scoop dell’agenzia Reuters: Motori cinesi, spediti come «unità di raffreddamento», alimentano i droni russi usati in Ucraina. Motori prodotti in Cina vengono spediti clandestinamente, tramite società di copertura, a un produttore statale russo di droni, etichettati come «unità di refrigerazione industriale» per eludere le sanzioni occidentali, secondo tre funzionari della sicurezza europei e documenti esaminati da Reuters. Queste spedizioni hanno permesso all’azienda russa IEMZ Kupol di aumentare la produzione del drone d’attacco Garpiya-A1, nonostante le sanzioni imposte da Stati Uniti e UE in ottobre per interromperne la catena di approvvigionamento, secondo le fonti e i documenti, tra cui contratti, fatture e documenti doganali.Tornando a un organo di stampa cinese, ecco l’autorevole Global Times (diretta emanazione del governo) sul contenzioso che riguarda il ruolo di Pechino a sostegno dell’aggressione russa in Ucraina. «Il ministro del Commercio cinese, in colloquio franco con il commissario Ue al commercio, protesta per le sanzioni contro banche cinesi». «Il ministro cinese del Commercio Wang Wentao ha espresso una ferma protesta contro la decisione dell’UE di includere due istituzioni finanziarie cinesi nel suo 18º pacchetto di sanzioni contro la Russia, durante un incontro virtuale con il commissario europeo per il Commercio e la Sicurezza Economica Maroš Sefčovič, secondo una nota del Ministero del Commercio cinese diffusa mercoledì… Zhang Jian, vicepresidente degli Istituti cinesi per le relazioni internazionali contemporanee, ha dichiarato mercoledì al Global Times che le sanzioni unilaterali dell’UE contro aziende cinesi, nonostante il commercio normale della Cina con altri Paesi, violano le norme fondamentali delle relazioni internazionali.Infine Bill Bishop propone questa analisi del vertice UE-Cina a firma di Noah Barkin.Un elemento cruciale: mentre le tariffe statunitensi contro la Cina salivano al 145% nella prima metà di aprile, i funzionari cinesi hanno segnalato ai loro omologhi europei la volontà di ridurre le tensioni con l’Europa. Alla fine del mese, Pechino ha revocato le sanzioni contro parlamentari europei, imposte nel 2021, che avevano bloccato la ratifica dell’Accordo Globale UE-Cina sugli Investimenti (CAI). Secondo funzionari europei, il tono ha iniziato a cambiare dopo che la Cina ha raggiunto un accordo con l’amministrazione Trump a Ginevra all’inizio di maggio per ridurre le tariffe bilaterali. Subito dopo, il vicepremier cinese He Lifeng ha visitato Parigi sorprendendo i funzionari francesi con una linea dura sui dazi al cognac, imposti da Pechino in risposta ai dazi Ue sulle importazioni di veicoli elettrici cinesi. Nel corso di quel mese, le imprese europee hanno cominciato a preoccuparsi mentre le restrizioni cinesi sulle terre rare iniziavano a farsi sentire. I funzionari cinesi hanno affermato ai loro omologhi europei che le restrizioni erano dirette agli Stati Uniti e che l’impatto sull’Europa era dovuto soprattutto all’arretrato burocratico nelle licenze di esportazione. Ma in alcuni colloqui bilaterali, hanno anche collegato il flusso continuato di terre rare alla rimozione dei dazi UE sui veicoli elettrici cinesi e all’allentamento dei controlli europei sull’export di macchinari per la produzione di chip».«Serve un riequilibrio» nei rapporti Cina-Europa, afferma il presidente della Camera di Commercio europea a Hong Kong, il danese Jens Eskelund. Il rappresentante delle imprese europee ha dichiarato che tra la popolazione europea c’è una forte percezione che la Cina tragga i maggiori benefici dal commercio bilaterale, mentre il settore manifatturiero dell’Ue fatica a competere con un’ondata di prodotti a basso costo. «Se guardiamo agli ultimi 50 anni di relazioni bilaterali, si sono creati enormi benefici per entrambe le parti», ha detto Eskelund al South China Morning Post. «Le esportazioni cinesi hanno creato posti di lavoro e ricchezza in Cina, e hanno aumentato il potere d’acquisto medio degli europei. Ora la domanda è: se ci troviamo in una situazione in cui l’intensa pressione della Cina provoca perdite per le imprese europee… allora, ovviamente, ci si chiede: ‘Aspetta un attimo, perché lo stiamo facendo?’»