«Una piccola costituente che possa immaginare una riforma dell’apparato istituzionale e burocratico dell’Ateneo». Il rettore eletto dell’Università degli Studi di Salerno, Virgilio D’Antonio si presenta dopo il voto e in attesa dell’insediamento che avverrà solo il prossimo 3 novembre. Accanto a lui i due ex sfidanti, Pietro Campiglia e Paola Adinolfi che al secondo turno hanno deciso di sostenere D’Antonio in una corsa, poi, diventata solitaria dopo la rinuncia di altri due candidati, tra cui Alessandra Petrone, delfina dell’attuale rettore Vincenzo Loia.
D’Antonio annuncia un nuovo percorso davanti ad una affollata platea riunita nell’aula delle Lauree e chiamata a raccolta dal professore Francesco Amoretti, promotore dell’iniziativa e docente di Scienza Politica. Tra i relatori e in platea non c'è Loia mentre partecipa e prende la parola la decana dell'Ateneo, Genny Tortora che auspica, ora, un clima più sereno in «una vita di una comunità che rinasce», dice. Distanze nette dall'ormai passata gestione Loia: «Ora una università dialogante e partecipata», con il neo rettore pronto a ritornare «in mezzo ai giovani».
«Durante il mandato - spiega D'Antonio - c’è la necessità di dialogare con tutti, con il territorio, con i dipartimenti, con i docenti e soprattutto con i giovani che sono i protagonisti dell’Ateneo. Ci prepariamo ad una nuova stagione e lo faremo con una governance plurale». Impegno, dunque, per Campiglia che con molta probabilità sarà prorettore vicario e per Paola Adinolfi che avrà un ruolo di rilievo. Un nuovo rapporto con la città di Salerno, «valutiamo l’utilizzo di alcuni spazi dell’ex tribunale», con l’ospedale “Ruggi d’Aragona” e la facoltà di medicina e una spinta in più anche verso la sede di Avellino che è «ancora in rodaggio».






