Martedì 22 luglio, il Dipartimento di giustizia americano ha richiesto la confisca civile per circa 2 milioni di dollari in criptovalute che, secondo le autorità, sarebbero state utilizzate per supportare finanziariamente Hamas, l'organizzazione palestinese che controlla la Striscia di Gaza. Secondo il comunicato ufficiale del DoJ, i fondi erano detenuti in account presso Tether limited e Binance holdings, due delle principali piattaforme di criptovalute al mondo, e risultavano collegati a Buy cash money and money transfer company (nota come BuyCash), una società di trasferimento di denaro con sede a Gaza. Tether limited emette l'Usdt, la più importante stablecoin al mondo. Del totale da confiscare, 1,6 milioni di dollari risultavano depositati in account Tether come Usdt, mentre la quota restante era presente su Binance sotto forma di criptovalute. Una volta completato il processo di confisca civile, parte dei fondi sequestrati finiranno nel nuovo sistema federale di riserve strategiche delle criptovalute istituito dal presidente americano Donald Trump a marzo 2025.Il caso BuyCashFondata nel 2015 a Gaza da Ahmed M. M. Alaqad, BuyCash è una società attiva nel trasferimento di denaro e nel cambio di criptovalute. Le autorità statunitensi la accusano di aver costruito una rete di finanziamento per Hamas, movimentando oltre 25 milioni di dollari in asset digitali tramite portafogli Bitcoin e piattaforme di exchange, nel tentativo — secondo il Tesoro americano — di occultare provenienza e destinazione dei fondi.Secondo le ricostruzioni delle autorità americane, BuyCash sarebbe stata coinvolta in diverse attività controverse fin dal 2017, quando la piattaforma sarebbe stata utilizzata per l'acquisto di infrastrutture online per conto dell'Isis. Nel settembre 2019, il portafoglio Bitcoin della società avrebbe ricevuto un trasferimento equivalente a oltre 2000 dollari, facilitato da un operatore di servizi monetari con base in Turchia che le autorità ritengono affiliato ad Al-Qaeda.Ma è dal 2019 che, secondo le forze dell'ordine americane, BuyCash avrebbe intensificato il suo presunto supporto ad Hamas, quando Alaqad, il suo fondatore, avrebbe direttamente aiutato nel trasferimento di valuta tradizionale a individui ed entità considerati sostenitori dell'organizzazione palestinese. L'indagine americana su BuyCash, condotta dall'Fbi Washington field office, ha ricevuto un impulso significativo nel giugno 2021 quando l'Ufficio Nazionale israeliano per il Contrasto al finanziamento del terrorismo (Nbctf) ha sequestrato diversi portafogli di valute digitali che secondo le autorità erano collegati ad Hamas e alle Brigate Izz-al-Din Qassam (l'ala militare di Hamas), incluso uno che sarebbe appartenuto a BuyCash.Le criptovalute, e in particolare le stablecoin come l'Usdt, offrivano secondo gli investigatori diversi vantaggi per questo tipo di operazioni: la possibilità di trasferire denaro istantaneamente a livello globale senza passare attraverso il sistema bancario tradizionale, maggiormente controllato e soggetto a sanzioni; il relativo anonimato degli indirizzi wallet che non sono immediatamente collegabili a identità reali; e la facilità di conversione in valute locali attraverso exchange o operatori come BuyCash. Le stablecoin come l'Usdt presentavano inoltre il vantaggio aggiuntivo della stabilità del valore, a differenza di Bitcoin e altre criptovalute volatili, rendendole più pratiche per transazioni finanziarie su larga scala. Prima e dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023 contro Israele, un singolo account avrebbe ricevuto almeno 4 milioni di dollari che secondo il DoJ erano destinati a supportare Hamas. Dopo quegli attacchi, nel mese di ottobre 2023, sia la BuyCash che Alaqad sono stati designati dall'Ufficio per il controllo dei beni esteri (Ofac) come entità che secondo il governo americano hanno materialmente supportato Hamas. La designazione ha comportato il congelamento di tutti gli asset sotto giurisdizione americana e il divieto per i cittadini statunitensi di effettuare transazioni con queste entità.La crescente collaborazione tra piattaforme crypto e autorità americaneL’azione del Dipartimento di Giustizia contro i fondi legati ad Hamas si inserisce in un contesto di crescente cooperazione tra le piattaforme di criptovalute e le autorità statunitensi, rafforzatasi in modo significativo con l’inizio del secondo mandato di Donald Trump. La nuova amministrazione ha segnato una netta discontinuità rispetto all’approccio più restrittivo dell’era Biden, adottando una strategia volta a rafforzare il ruolo degli Stati Uniti nel settore delle criptovalute. Questo cambio di linea ha favorito un rapporto più stretto tra aziende crypto e autorità federali, ora viste sempre più come interlocutori nella prevenzione dei crimini finanziari. Dalla sua fondazione, Tether ha bloccato oltre 900 indirizzi su richiesta delle forze dell'ordine, tra cui il congelamento di 35 milioni di dollari dopo l'hack di KuCoin (una piattaforma di scambio criptovalute attaccata dai criminali informatici nel 2020) e il blocco di centinaia di indirizzi collegati a Tornado Cash (un servizio che rendeva anonime le transazioni crypto sanzionato dal Tesoro americano per uso illecito).La capacità di bloccare fondi direttamente sulla blockchain è una delle caratteristiche che distinguono le stablecoin centralizzate come Tether e che risulta particolarmente apprezzata dalle autorità statunitensi. Quando vengono identificati indirizzi sospetti, Tether può attivare la funzione AddedBlacklist all’interno dei propri smart contract, rendendo immediatamente inutilizzabili i token presenti su quei wallet. Una volta bloccato, un indirizzo non può più inviare né ricevere fondi, che restano congelati fino a nuove disposizioni da parte delle autorità competenti. Nel caso dei fondi legati ad Hamas, Tether è stata anche in grado di distruggere i token “contaminati” e riemettere nuovi token “puliti” a favore delle autorità statunitensi, permettendo così il recupero delle somme per eventuali restituzioni o altri utilizzi legali.Questo potere di controllo centralizzato distingue le stablecoin da criptovalute completamente decentralizzate come Bitcoin, dove nessuna autorità centrale può bloccare transazioni, e spiega perché le forze dell'ordine americane preferiscono collaborare con aziende come Tether piuttosto che dover tracciare fondi su blockchain non controllabili.
Il Dipartimento di giustizia americano ha chiesto la confisca di 2 milioni di dollari in criptovalute legate ad Hamas
I fondi erano custoditi su conti Tether, produttore della più popolare stablecoin al mondo, e sulla piattaforma di scambio di criptovalute Binance






