Umberto Ferrara è tornato nello staff di Jannik Sinner, ma lo stesso non accadrà a Giacomo Naldi, 34 anni, fisioterapista reggino. Era stato lui il tramite della contaminazione da Clostebol che lo scorso anno aveva messo a rischio la carriera del tennista altoatisino. La sostanza, considerata dopante e quindi illecita nelle competizioni, proveniva dal Trofodermin, farmaco che Naldi aveva ricevuto proprio dal preparatore atelico: “Lo utilizzo da anni per una patologia cronica. Sapevo del divieto e l’ho sempre custodito con attenzione nel mio beauty personale“, aveva spiegato Ferrara.
Ma ci si era messo di mezzo il caso. Naldi si ferisce a un dito, Ferrara gli offre lo spray cicatrizzante. Poi il contatto tra la mano medicata del fisioterapista e la pelle dello sportivo, che ha diversi piccoli tagli soprattutto ai piedi, dovuti alle vesciche. A marzo 2024 due test antidoping risultano positivi. Il resto è anche storia nota: Sinner riesce a evitare la sospensione proprio perché dimostra subito la contaminazione accidentale, grazie alle testimonianze di Naldi e Ferrara, che mostra tutte le prove dell’acquisto del Trofodermin e l’esenzione in suo possesso. Ad agosto l’Itia scagiona Sinner, poi arriva il ricorso della Wada, che alla fine evita lo scontro e si accorda col tennista per tre mesi di stop. Nel frattempo Sinner aveva licenziato sia Ferrara che Naldi. Ora invece ha deciso di richiamare il preparatore atletico, dopo la fine del rapporto con Panichi e Badio.












