New York, trecentotrentatrè giorni fa. Meno di un anno, eppure pare trascorsa un’era geologica. Il 24 agosto 2024, in conferenza stampa, alla vigilia dell’Open Usa che avrebbe sbranato con fame atavica e furente voglia di riscatto, Jannik Sinner dribbla l’anacronistica mordacchia dell’Atp e risponde con coraggio alle domande sul caso Clostebol emerso qualche giorno prima a Cincinnati. Ha voglia di parlare, di raccontare la sua verità. «Ferrara e Naldi sono stati una grossa parte per la mia carriera, abbiamo lavorato insieme per due anni, ottenendo incredibili successi - dice in inglese, tra le altre cose -. Ma a causa dell’errore, non mi sento più tranquillo a continuare con loro. Ho avuto mesi difficili, ora ho bisogno di aria pulita». Clean air, letterale.