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Nel PGA Tour, il circuito dei principali tornei statunitensi di golf, il ventenne sudafricano Aldrich Potgieter è primo in due classifiche: quella della lunghezza del drive (il primo colpo che si fa a ogni buca, oltre che il più lungo) e quella della velocità della pallina (ottenuta misurando la velocità massima raggiunta dalla pallina nei colpi su specifiche buche). Le palline lanciate da Potgieter superano i 300 chilometri orari e, soprattutto, i suoi drive arrivano a circa 300 metri di distanza: tra i quattro e i cinque metri in più rispetto al secondo in classifica (che è Rory McIlroy, uno dei golfisti più forti del mondo) e quasi 23 metri in più rispetto alla media dei golfisti del PGA Tour.
Nel golf professionistico la velocità delle palline e la distanza coperta dai colpi stanno aumentando da tempo, ed è significativo che a essere primo in queste classifiche sia proprio Potgieter, il giocatore più giovane del PGA Tour.
All’inizio i suoi colpi erano troppo imprecisi per essere davvero efficaci. Da qualche tempo ha imparato a controllarli meglio, e questo gli ha permesso di farsi notare anche per i risultati, oltre che per quanto lontano arrivano i suoi tiri. Tra esperti e appassionati, c’è chi ha iniziato a parlarne in altri termini: Golf Digest, un’autorevole rivista di settore, lo ha definito «the Next Big Thing», la prossima grande novità del golf; il Wall Street Journal ha scritto che potrebbe essere «il futuro del golf».






