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Nel golf professionistico ci sono gli altri e poi c’è Scottie Scheffler: un ventinovenne statunitense con costanza e livello di rendimento al momento irraggiungibili per chiunque. Scheffler ha appena vinto in modo abbastanza netto l’Open Championship, uno dei quattro Major, i principali tornei del golf, e due mesi fa ne aveva vinto un altro, il PGA Championship. Finora ne ha vinti quattro in tutto (ha vinto due volte il Masters di Augusta e gli manca solo lo US Open), oltre a un oro olimpico e vari altri tornei. Le volte che non ha vinto, si è quasi sempre piazzato bene.
Dall’inizio del 2021 si è classificato 15 volte tra i primi 10 nei tornei Major, compresi tutti quelli di questa stagione. È una cosa piuttosto eccezionale nel golf, uno sport dove è normale anche per i giocatori più forti avere giornate negative e piazzamenti lontani dalle prime posizioni. Anche per questo, oltre che per le vittorie e per il modo in cui le ottiene (Rory McIlroy, un altro grande golfista, ha detto che le fa sembrare «inevitabili»), il suo dominio inizia a essere paragonato a quello di Tiger Woods, uno dei migliori golfisti di sempre, e forse l’unico noto anche a chi non sa niente di golf.






