«Sta a letto, non si sente affatto bene. Quello che è successo l’ha distrutta, è molto provata. Si è sentita male appena è stata avvertita». A parlare, dall’altra parte del citofono della lussuosa villa sull’Appia Antica, è la domestica di Franca Gandolfi, l’attrice e soubrette siciliana, vedova di Domenico Modugno. La novantaduenne, legata per oltre 40 anni allo storico cantautore, è sconvolta per il furto che ha subito martedì notte. Un colpo messo a segno da una banda di ladri ora ricercata dai carabinieri che indagano sull’accaduto. Indisturbati, approfittando della tranquillità notturna del grande parco verde che circonda l’Appia Antica, i malviventi si sono introdotti nella villa, hanno portato via la cassaforte e sono fuggiti senza che nessuno se ne accorgesse. A quanto ammonti il valore del bottino è ancora presto per dirlo. Si teme però che tra i tanti gioielli e oggetti preziosi, ci siano anche i cimeli di famiglia. Appartenuti a quello che è considerato uno dei padri della musica leggera italiana, grande collezionista di opere d’arte. Un colpo che quindi potrebbe essere milionario date le bellezze custodite nella tenuta romana del divo di "Nel blu, dipinto di blu".

Cosa è successo? La ricostruzione - A dare l’allarme, avvertendo le forze dell’ordine, è stato il custode, unica persona presente nella tenuta al momento del furto. L’uomo, già ascoltato dai carabinieri, vive nel seminterrato della grande villa. «Non ho sentito nulla. Però credo che sia successo tutto tra l’1.30 e le 3.45 circa, quando poi mi sono svegliato», ipotizza il custode, parlando con i militari intervenuti sul posto subito dopo la segnalazione. Oltre due ore durante le quali i ladri sono riusciti a entrare nell’abitazione, arrivare nella stanza dove è nascosta la cassaforte, smurarla e portarla via con l’intero contenuto che è ancora da quantificare. Ma come hanno fatto?I malviventi, dopo aver scavalcato la recinzione che circonda il grande giardino con il prato all’inglese, si sono introdotti nella villa, passando per il piano terra. Con arnesi da scasso hanno divelto una porta finestra senza far scattare l’allarme. Questo perché sono riusciti a disattivarlo prima di entrare. Nessun suono, dunque, che potrebbe aver svegliato il custode. Difficile però che l’uomo non li abbia sentiti mentre erano all’opera. Difficile non essere svegliati dal trambusto. Per smurare una cassaforte ci vuole tempo e soprattutto si rischia di fare molto rumore. Che possa aver aiutato lui la banda? Troppo presto per dirlo. Le indagini dei carabinieri sono solo all’inizio. Il custode, infatti, con molta probabilità verrà riascoltato dai militari che hanno già sequestrato le telecamere di videosorveglianza della zona, fiduciosi che possano aver ripreso l’arrivo e la fuga dei ladri. Impossibile invece analizzare quelle della villa perché, come spiegato dal custode, «non funzionano». Nessuna immagine, nessun testimone. La speranza è tutta nel sopralluogo e nei rilievi. Magari i ladri potrebbero aver lasciato impronte o altre tracce biologiche all’interno della villa. Speranza però vana dato che con molta probabilità si tratta di un gruppo di veri professionisti, viste le modalità del colpo. Il precedente nella villa di Valentino - Un maxi furto avvenuto a poco più di due settimane da quello nella villa dello stilista Valentino. Possibile dunque che gli autori dei due colpi siano gli stessi dato che le tenute si trovano a poco più di 800 metri di distanza. Ma allo stilista è andata decisamente meglio. I ladri, nonostante siano riusciti a introdursi indisturbati, sono stati poi messi in fuga dal vigilante che, armato di pistola, ha sparato un colpo in aria. Salvando così lo stilista che era in casa e i suoi preziosi beni.