TREVISO - La bicicletta come mezzo per ritrovare la serenità al termine di una stagione impegnativa, un modo per staccare la spina e immergersi negli straordinari paesaggi dell’Italia, godendosi 4 giorni di attività fisica respirando aria buona in un’esperienza davvero unica. Un viaggio di 530 chilometri da Treviso a Zurigo quello compiuto dal capitano del Benetton Rugby, Michele Lamaro, da sempre appassionato di bicicletta e montagna, che si è voluto mettere alla prova con un percorso molto impegnativo, in una sfida con se stesso fatta comunque per ritrovare motivazioni dopo una stagione particolarmente probante. Erano ormai anni infatti che il terza linea biancoverde, classe 1998, non aveva un po’ di tempo libero da dedicare a se stesso visto l’accumularsi di impegni tra Benetton e Nazionale. Con la mancata convocazione da parte del ct Quesada per il tour estivo con gli azzurri, Lamaro, come tanti altri nazionali tenuti a riposo, ha avuto la possibilità di ricaricare le energie fisiche e soprattutto mentali per poi farsi trovare pronto per l’inizio della nuova stagione in maglia biancoverde.
Com’è stato fare 530 chilometri in 4 giornate vissute per la maggior parte in bicicletta? «Sono solito fare queste tratte in bicicletta ma credo che un viaggio così lungo non lo avevo mai fatto. Devo dire che il percorso è stato comunque comodissimo tenendo conto delle tante piste ciclabili come quella del Brenta e dell’Adige, che permettono di arrivare in Svizzera in completa serenità. In più abbiamo anche fatto due passi svizzeri per raggiungere Zurigo, ovvero l’Ofenpass e il Fluelapass, che sono veramente bellissimi in particolar modo per i paesaggi mozzafiato». Com’è venuta l’idea del viaggio?«Volevo andare a trovare mio fratello che vive proprio a Zurigo, al quale è appena nato un figlio, per cui avendo qualche giorno libero ho pensato che sarebbe potuta essere l’occasione perfetta per andare a trovare il nuovo nipotino viaggiando in bicicletta per 4 giorni. Ad accompagnarmi in questa avventura c’era poi mia sorella, per cui al di là dell’avventura credo sia stato il momento perfetto per riunire la famiglia e passare del tempo assieme». Per un appassionato della natura e in particolar modo della montagna cos’ha voluto dire fare un’esperienza del genere?«Credo fosse il modo perfetto per staccare completamente dalla vita quotidiana e godermi la tranquillità e la serenità del viaggio in bicicletta immergendomi nella natura incontaminata e nelle montagne, in cui l’unico pensiero andava alla bicicletta sopra la quale passavamo ovviamente gran parte della giornata». Quanto è stato importante staccare la spina per ricaricare le energie in vista dell’inizio della stagione? «Fondamentale, anche perché avere la possibilità di avere un periodo del genere di tranquillità e di stacco non mi capitava da un po’, per cui spero di essere riuscito a sfruttarlo al meglio, poi solamente il tempo ci dirà se è servito o meno. Ovviamente se avessi potuto scegliere la mia volontà sarebbe stata quella di andare in tour con la Nazionale, ma alla fin fine forse il momento migliore per avere un periodo di riposo e rigenerazione penso fosse proprio questo». Quali sono i prossimi obiettivi? «Cominciare nel migliore dei modi il prestagione. Sono già tornato in Ghirada a lavorare autonomamente ma poi da lunedì ci ritroveremo tutti e inizieremo a lavorare per preparare la prossima stagione preparandoci sia psicologicamente che fisicamente ad un’altra annata impegnativa e ricchissima di impegni. A lungo termine l’obiettivo ovviamente è quello di ritrovare continuità sia con il Benetton che con la Nazionale puntando alla Rugby World Cup del 2027. Saranno due anni fondamentali da approcciare nel miglior modo possibile e voglio farmi trovare pronto».






