PADOVA - E' morto a 21 anni, per un bombardamento in un campo di addestramento in Ucraina, Artiom Naliato, adottato da piccolo da una famiglia di Tribano in provincia di Padova. Allo scoppio del conflitto, Artiom aveva scelto di lasciare Tribano per tornare in Ucraina, spinto da un legame profondo con la sua terra natale. «Aveva deciso di combattere una guerra per difendere una terra che aveva nel cuore - dichiara il sindaco Massimo Cavazzana, visibilmente commosso - . Una scelta difficile, drammatica, ma animata da un senso di appartenenza e di responsabilità che non possiamo che rispettare». Artiom era rientrato a Tribano poche settimane fa, per una breve pausa, prima di ripartire verso il fronte. La tragedia è avvenuta lunedì: l’edificio in cui si trovava è stato colpito da una bomba. Nonostante il ricovero nell’ospedale del posto, per lui non c’è stato nulla da fare. «Ci stringiamo con affetto e dolore attorno alla famiglia che lo ha accolto e cresciuto con amore - aggiunge Cavazzana -. Oggi Tribano perde un suo figlio. Il vuoto che lascia è profondo, ma lo ricorderemo per il coraggio delle sue scelte».