“Siete voi i protettori di questo pianeta?” viene chiesto ai Fantastici Quattro dall’araldo di Galactus, la creatura inviata sulla Terra per annunciare l’arrivo del divoratore di mondi che, beh, li divorerà. Qualche minuto dopo sono gli stessi Fantastici Quattro a dire al resto della popolazione: “Noi vi proteggeremo”. Tutto inizia con una finta trasmissione televisiva in cui vengono presentati come un gruppo che salva e protegge le persone. Dei tanti film di supereroi visti negli ultimi vent’anni, I Fantastici 4 – Gli inizi è sicuramente quello in cui viene ripetuto più volte che i protagonisti sono i protettori del mondo. È parte dell’impostazione e, in un certo senso, della trama del film, ma è anche un nuovo tono per la Marvel.Questa terza versione filmica di I Fantastici Quattro, dopo quella mai vista di Roger Corman del 1994, quella con Jessica Alba e Chris Evans del 2005 e quella disastrosa e finita malissimo di Josh Trank del 2015 (sembra una strana maledizione, quella che impone un film sul gruppo ogni dieci anni), è di sicuro quella venuta meglio, la più moderna di tutte nonché la più coerente con il resto dei film sui supereroi. Ma è anche una maniera per la Marvel di sperimentare qualcosa di nuovo.Nella storia siamo su Terra 828, un’altra dimensione in cui gli anni Sessanta sono una versione fumettosa di quegli anni Sessanta che conosciamo, con tecnologie da futuro e design dell’epoca ma molto spinto. Come sempre nei cinecomic moderni incontriamo i protagonisti che già hanno i poteri, senza però conoscerne la loro origine: sono amati, famosi, eroici. Il grosso della trama ruota attorno al fatto che Reed Richards e Sue Storm avranno un figlio, ed essendo loro super, perché contaminati da raggi cosmici, non è chiaro cosa ne sarà di questo bambino. Come (o cosa) diventerà. Parallelamente, la creatura aliena potentissima che divora interi pianeti, Galactus, sta arrivando e vuole proprio quel bambino in cambio della salvezza della Terra. La popolazione terrestre, venuta a sapere della cosa, non ha dubbi: “Dategli vostro figlio!”.Come si capisce, l’ambientazione “super anni Sessanta” è un elemento fondamentale per l'intero film. E proprio in quelli che furono gli anni dell’entusiasmo per il sogno della corsa allo spazio, viene mostrato l’incubo che viene dallo spazio. Inverte il modo in cui si guarda all’ignoto, ma senza muoversi dalla rappresentazione dell’epoca dell'America e dei suoi cittadini, quella un po’ ipocrita che li dipingeva come un popolo retto, dai grandi valori ed eccezionale spirito. Proprio nel periodo in cui erano un paese di grandi diseguaglianze, segregazione e discriminazione.È un grande spunto mettere a confronto la narrazione di quel periodo con quello che era quel periodo, solo che il film non lo fa. I Fantastici 4 - Gli inizi mette in scena l’America di quell’epoca, ma si limita a raccontarla attraverso l’immagine che essa stessa voleva dare di sé, senza mai metterne in discussione le falsità.Pedro Pascal ne I Fantastici 4 - Gli inizi