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Ultimo aggiornamento: 12:42

Era uscita di casa il 14 luglio intorno alle 20.35 per cenare con amici e poi aveva mandato un messaggio alla madre: “Sono al mare e ho il telefono scarico”. È l’ultimo contatto che Emanuela Ruggeri ha avuto prima di essere trovata morta domenica sera 20 luglio tra le sterpaglie a ridosso di via del Mandrione, nel quartiere Tuscolano a Roma. Il corpo era nascosto dietro un materasso: indossava gli stessi vestiti con cui l’aveva vista l’ultima volta la madre che, non avendo più sue notizie, aveva lanciato un appello sui social.

Dai primi risultati degli esami autoptici è arrivata la conferma che sul corpo della 32enne non emergono fratture o contusioni compatibili con un’azione violenta. L’ipotesi degli inquirenti è che a ucciderla possa essere stata una overdose. Ruggeri in passato aveva infatti fatto uso di eroina ed era stata assistita presso il Serd in via dei Sestili, al Quadraro, poco distante dal Mandrione. Per confermare questa pista, però, è necessario attendere i risultati degli esami tossicologici. Ci sono comunque diversi dubbi da sciogliere: insospettisce il luogo del ritrovamento del cadavere, in mezzo ai rifiuti, tra le sterpaglie e coperto da un materasso, che potrebbe indicare la presenza di qualcuno che non l’ha soccorsa al momento della morte. La madre della vittima, infatti, ha ipotizzato che la donna fosse stata portata lì poiché non guidava e il punto del ritrovamento è lontano dalla sua abitazione. “Forse conoscenze sbagliate”, ha detto. Il reato ipotizzato dalla procura di Roma, al momento, è di morte in conseguenza di altro reato. Per chi indaga la donna sarebbe morta nel luogo stesso del ritrovamento.