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Ultimo aggiornamento: 9:50
Sono di Daniela Ruggi i resti rinvenuti l’1 gennaio da due escursionisti in una antica torre diroccata non molto distante dall’abitazione della donna, a Vitriola di Montefiorino, sull’Appennino modenese. Lo riporta il Resto del Carlino di Modena. A stabilirlo sono stati gli esami del Dna, dopo che nelle scorse settimane campioni erano stati prelevati da oggetti appartenuti alla 32enne e alla madre.
Ruggi era scomparsa il 19 settembre del 2024, il giorno dopo essere stata dimessa dall’ospedale di Sassuolo in seguito ad un malore e riaccompagnata alla sua abitazione di Vitriola, dove viveva da sola, da un’ambulanza di volontari. All’interno della torre il primo gennaio sono stati trovati un teschio, una ciocca e un reggiseno. Dal giorno della sparizione più nessuna notizia della 32enne e l’avvio ufficiale delle ricerche. A sporgere denuncia per la sua scomparsa era stato il sindaco di Montefiorino, Maurizio Paladini.
Dopo che le ricerche fatte a Vitriola e nei territori limitrofi non hanno dato esito, c’è stato il rinvenimento fatto a inizio anno da due escursionisti entrati nell’antica torre: il teschio, hanno riferito, era appoggiato su una trave. I resti sono stati successivamente inviati a Milano per essere esaminati dalla anatomopatologa Cristina Cattaneo e in questi giorni sono arrivati gli esiti che non lasciano più dubbi: Daniela Ruggi è morta e fra le principali ipotesi resta quella di un omicidio. Nessuna informazione ufficiale è stata fornita da Procura e Carabinieri sul caso. L’esito degli esami del dna sui resti è già stato comunicato ai parenti convocati in caserma.









