Italia e Giappone sono unite da tanti fattori, compreso quello della morfologia del territorio.

In questo contesto assume particolare importanza l'evento organizzato al Padiglione Italia di Expo 2025 Osaka, a cura del dipartimento della Protezione civile, dal titolo 'La gestione scientifica e operativa delle crisi vulcaniche: confronto di esperienze tra Italia e Giappone'.

Un evento in cui sono stati protagonisti, per la parte tecnica, Mauro Rosi, dipartimento della Protezione civile, Yutaro Taira, direttore della Divisione di osservazione vulcanica giapponese, Mauro Antonio Di Vito, Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), Mitsuru Okuno, ricercatore all'Osaka Metropolitan University e Tsukasa Morikubo, direttore dell'ufficio per la Gestione dei disastri del governo giapponese.

Tra Giappone e Italia "ci sono tanti punti di contatto su questa materia", ha affermato Nello Musumeci, ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, "noi abbiamo poco più di 10 vulcani attivi", come l'Etna e i Campi Flegrei. "Questa comunione di interessi non può non indurre a sollecitare ulteriori motivi di cooperazione internazionale" anche perché "sul piano della prevenzione siamo molto indietro", ha sottolineato Musumeci affermando che "attorno al Vesuvio e ai Campi Flegrei negli ultimi 40 anni ci sono state soltanto quattro esercitazioni, di cui tre sono state realizzate sotto questo governo".