Idrogeno, nucleare, digitalizzazione. Di questo e di molto altro si è parlato al Padiglione Italia di Expo 2025 Osaka nell'evento organizzato dall'Enea, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo sostenibile, dal titolo 'Fusione nucleare, idrogeno e digitalizzazione per la transizione energetica: esempi virtuosi di collaborazione tra Italia e Giappone'.

"L'attuale evoluzione del sistema energetico per il conseguimento degli obiettivi di decarbonizzazione al 2030 e al 2050 si inserisce, secondo la visione Enea, nella narrazione scelta per il Padiglione Italia: solo attraverso il dialogo continuo tra tradizione, ricerca e innovazione sarà possibile perseguire un futuro più sostenibile", ha affermato il direttore generale dell'Enea Giorgio Graditi. Per Graditi, "l'idrogeno, il nucleare e le tecnologie per il digitale rappresentano alcuni elementi chiave per la costruzione del nuovo modello energetico, economico e sociale". Anche il nucleare, secondo il direttore generale dell'Enea, "può giocare un ruolo importante nella transizione: nel breve-medio periodo, con i reattori a fissione modulari di piccola taglia e, nel lungo periodo, grazie alla fusione nucleare".

Partner del Padiglione Italia, Enea ha portato a Expo il modello in scala del Divertor tokamak test facility (Dtt), un esperimento di fusione, in costruzione presso il Centro Ricerche Enea di Frascati (Roma, Italia). "Quando ho visto il modello di Dtt ho detto subito che avrei voluto averlo qui", ha affermato il commissario generale per l'Italia a Expo 2025 Osaka, Mario Vattani e anche grazie a questo modello "si è compreso quanto la ricerca italiana e quella giapponese stiano facendo in questo campo". All'incontro ha partecipato anche il sottosegretario del ministero degli Affari esteri, Giorgio Silli. "L'Italia e il Giappone affrontano con pragmatismo le sfide che oggi riguardano la sicurezza energetica", ha affermato il sottosegretario, perché "mai come oggi l'energia è uno strumento veramente di politica estera, di equilibri geopolitici e di diplomazia in generale". Per Silli "la necessità di una collaborazione fruttuosa è resa ancora più urgente dall'attuale contesto geopolitico caratterizzato da forte instabilità", gli ultimi anni hanno dimostrato che "non possiamo più dare per scontata la sicurezza delle forniture e che dobbiamo lavorare per l'indipendenza energetica".