Dopo il voto previsto per il 22 luglio in Senato sulla separazione delle carriere dei magistrati, potrebbero aprirsi nuovi fronti nella partita sulla riforma della giustizia voluta dal Governo.

Tra i temi, anche quello dell'inappellabilità delle sentenze di assoluzione sul quale al momento non sono in cantiere interventi ad hoc, ma nella maggioranza c'è chi è pronto, come il forzista Enrico Costa, a depositare una proposta di legge che preveda sanzioni per i magistrati che incassano una "assoluzione conforme" nei primi due gradi di giudizio.

Un'ipotesi su cui l'Anm fa muro e va all'attacco. "Ci risiamo con le leggi ad personam", taglia corto il segretario del sindacato delle toghe, Rocco Maruotti, per il quale "non c'è altro modo per spiegare in questo momento la riesumazione della proposta Costa". "Non potendo riproporre l'eliminazione totale del potere di impugnazione del pubblico ministero, già dichiarata incostituzionale dalla Consulta nel 2007, si pensa evidentemente che il modo migliore per dissuadere il pubblico ministero dal proporre appello sia quello di prevedere conseguenze negative sul suo percorso professionale - sostiene Maruotti - L'importante è che il messaggio arrivi in modo forte e chiaro: se non riesco a impedirtelo, almeno te la faccio pagare".