Non sarebbe frutto di contaminazione recente il dna di 'Ignoto 3' individuato sul tampone prelevato 18 anni fa a Chiara Poggi.

Denise Albani, la perita incaricata dal gip di Pavia Daniela Garlaschelli di compiere gli accertamenti irripetibili nelle nuove indagini sul delitto di Garlasco, ha escluso che il profilo isolato su una garza usata all'epoca del delitto per prelevare materiale biologico dalla cavità orale della vittima sia stato 'inquinato' da parte di coloro che nelle scorse settimane hanno maneggiato il reperto. La genetista della giudice, secondo quanto riferito, ha confrontato quel Dna maschile con quello di chi nei giorni scorsi è entrato nel laboratorio per assistere alle analisi. Si tratterebbe dei collaboratori della stessa Albani, di Luciano Garofano, l'ex comandante dei Ris oggi consulente della difesa di Andrea Sempio, indagato nell'indagine dei pm pavesi, e di Marzio Capra, esperto della famiglia Poggi. Per escluderli a scopo preventivo da eventuali 'inquinamenti', è stato prelevato loro un tampone.

Per approfondire

Agenzia ANSA

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