(di Nina Fabrizio) Parte il countdown, con l'incognita caldo, per il Giubileo dei giovani, di fatto una vera e propria Giornata mondiale della gioventù, che richiamerà a Roma fino a un milione di ragazzi e ragazze da 146 Paesi del mondo, alcuni dei quali provenienti anche da zone di conflitto come l'Ucraina o il Sud Sudan.
Un drappello saranno quelli russi, appena una decina, e un'altra manciata verrà da Betlemme, in Cisgiordania, nessuno certamente dalla Striscia di Gaza.
Ma sono già presenze che dicono molto rispetto a quella che vuole essere la vocazione della kermesse dei giovani attorno a Papa Leone XIV, 25 anni dopo quella storica con Giovanni Paolo II.
Allora, nel contesto del Giubileo del Duemila, confluirono per la prima volta a Tor Vergata, due milioni di giovani, subito ribattezzati da Wojtyla "le sentinelle del mattino".
"Il Giubileo dei Giovani rappresenta il momento più atteso, anche quello più partecipato - ha detto oggi mons. Fisichella -, vengono giovani da 146 Paesi, il 68 per cento di loro viene dall'Europa ma ci sono presenze anche dagli Usa, dal Sud America, dall'Africa, dall'Asia, dall'Oceania, e diversi da Paesi che purtroppo sono zone di guerra, dal Libano, dall'Iraq, dal Myanmar, dalla Siria, dal Sud Sudan". "Questo momento di festa, di gioia - ha aggiunto - vuole essere un abbraccio della città che sarà un autentico momento di pace e per la costruzione della pace nel mondo". Se per i numeri comunque, non ci sono grandi aspettative visto il contesto mondiale caratterizzato da minacce terroristiche e guerre, si punta molto di più sui contenuti del raduno dal sapore di una Woodstock cattolica, data anche la presenza di band di ispirazione cristiana come gli Hakuna o gli Shalom mentre è confermata anche la partecipazione del trio, "Il Volo". Gli appuntamenti clou con il Papa saranno due: la sera della veglia e poi la messa la mattina seguente, dopo aver pernottato all'aperto tra i prati appena rimessi a nuovo in un grande sforzo di riqualificazione dell'area da parte di tutti i soggetti coinvolti: governo, Regione, Comune, Protezione civile, con il sottosegretario Alfredo Mantovano che ha nuovamente lodato il 'modello Giubileo'.







