Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Oltre 111 vittime, tra cui 80 bimbi. Muhammad, 12 mesi, pesa come un neonato di tre
Muhammad, un anno di età, oggi pesa sei chili, l’equivalente di un neonato di tre mesi. Yazan, due anni, è pelle e ossa mentre la mamma lo stringe fra le braccia con gli occhi persi nel vuoto. Entrambi rischiano di allungare la lista dell’orrore a Gaza: 21 minori morti per fame negli ultimi tre giorni, 10 solo ieri, secondo il ministero della Salute di Gaza controllato da Hamas. In tutto almeno 111 vittime, di cui 80 piccoli. Non per le bombe, che pure continuano a cadere sulla Striscia, ma per malnutrizione. Che si aggiungono alle oltre mille vittime uccise mentre cercavano di procurarsi il cibo nei pressi dei centri di distribuzione in mano alla Gaza Humanitarian Foundation. L’Oms, l’Organizzazione mondiale della Sanità, la chiama «fame di massa»: «I bimbi senza cibo piangono fino ad addormentarsi», denuncia. Oltre 100
Ong chiedono di fermare la «carestia di massa», dopo che in molti, compreso Papa Leone XIV, parlano dell’uso della «fame come arma di guerra». Amnesty International rivela: «I bambini dicono ai genitori che vogliono andare in paradiso, perché almeno lì c’è il cibo».






