Si tratta di un salto di qualità all’interno delle indagini che fino ad ora si erano concentrate su questioni molto tecniche, sostanzialmente l’utilizzo della Scia al posto dei piani attuativi, una strada breve scelta dall’amministrazione comunale di Milano, che ha fatto leva su un’interpretazione “facilitata” di norme complesse e affastellate, nate negli anni Quaranta e poi modificate fino ai primi anni del Duemila, in modo non sempre coerente.Adesso la questione centrale del dossier della procura è la presenza di una vera e propria “lobby” dell’urbanistica, come in parte già emerso nell’inchiesta sul progetto “Scalo House”, in via Valtellina, oggi sotto sequestro. Risulta inoltre nuovamente indagato anche l’archistar Stefano Boeri, per cui la procura aveva già chiesto i domiciliari accusandolo di turbativa d’asta per la scelta del progetto della Beic (la biblioteca internazionale della cultura). Il gip aveva però respinto la richiesta. In questo caso risulta solo iscritto al registro degli indagati, non ci sono richieste di custodie cautelari.Le accuse: corruzione, falso e turbativaLe ipotesi di reato che pendono sui sei principali indagati spaziano dalla corruzione alla falsità ideologica, fino all’abuso d’ufficio. A fare da sfondo il presunto tentativo di manipolare la legge urbanistica, attraverso emendamenti alla cosiddetta “legge Salva Milano”, elaborati per bloccare o rallentare le indagini. In questo contesto si muoveva anche Giovanni Oggioni, già arrestato a marzo scorso, accusato di aver favorito progetti edilizi in cambio dell’assunzione della figlia presso la società Abitare In. Tra il 2020 e il 2023, la figlia di Oggioni avrebbe percepito oltre 124mila euro per incarichi in quella società, senza alcuna dichiarazione di conflitto d’interessi da parte del padre, allora membro attivo della Commissione Paesaggio. A Oggioni è contestato anche un contratto di consulenza con Assimpredil Ance da 178mila euro, che gli avrebbe permesso di influenzare l’approvazione di undici progetti edilizi presentati da imprese associate.Il contesto politico e socialeL’inchiesta colpisce Milano in un momento cruciale: alle porte dei Giochi Olimpici 2026, con investimenti pubblici e privati di ampia portata e un’agenda urbanistica carica di aspettative. La città, da laboratorio di innovazione edilizia e sostenibilità, si trova ora costretta a interrogarsi sulla trasparenza dei propri processi decisionali. L’impatto mediatico dell’indagine è già rilevante. La giunta comunale, che ha fatto della rigenerazione urbana uno dei pilastri della propria azione, deve ora fronteggiare interrogativi sulla tenuta dell’apparato tecnico-amministrativo e sul controllo delle interferenze tra pubblico e privato.Pm Milano: «Degenerazioni Tancredi in sintonia con Sala»L’inchiesta è destinata a proseguire. Intanto dagli atti emerge che le strategie «si traducono in accordi sempre più definiti con Unipol, Redo, Carfin, EuroMilano, LeandLease, Noods, Hines e Coima, Atm e Rfi (ferrovie) e gli altri soggetti sempre in accordo con Tancredi». Viene inoltre sottolineato «che anche il sindaco Sala e il direttore generale Malangone condividono e appoggiano le strategie di Marinoni e delle società coinvolte», e che «Tancredi, in sintonia con il sindaco, porta avati relazioni private con gruppi della finanza immobiliare per la soddisfazione dei loro interessi».
Milano: chiesti arresti domiciliari per Tancredi e Catella, carcere per altri quattro. Tra gli indagati il sindaco Sala
Indagini e richieste di custodia cautelare nell'ambito urbanistico milanese coinvolgono figure di spicco. Gli interrogatori sono fissati per il 23 luglio. L’inchiesta va avanti da tre anni








