Lo smaltimento delle ferie è strutturalmente diventato una previsione della generalità delle organizzazioni e una priorità per i manager i cui bonus sono spesso legati a questo tema, dato che il costo relativo alle ferie non godute è considerato una voce di bilancio: un costo di competenza dell’esercizio in cui le ferie maturano. Leggendo molti accordi aziendali di secondo livello, la fruizione delle ferie la prassi è di indicarla come una priorità per favorire il riposo e il benessere dei lavoratori. Ma, va detto, anche per raggiungere gli obiettivi dei conti.
L’algoritmo per programmare le ferie
Per aiutare nella distribuzione delle ferie ed evitare troppo affollamento in determinati periodi mandando in crisi le organizzazioni Peoplelink ha messo a punto un software che consente di configurare i piani ferie su base annuale o variabile, definire chiusure aziendali, lavorare in ore, giorni o mezze giornate, stabilire minimi, massimi e percentuali da programmare, con un livello di personalizzazione molto elevato. In pratica i dipendenti propongono le date delle proprie ferie confrontandosi con i colleghi, i manager supervisionano e approvano le richieste e l’ufficio delle risorse umane verifica la coerenza tra pianificazione e realtà, per garantire la continuità operativa. Tiziano Bertolotti, ceo di Peoplelink spiega che «l’obiettivo è aiutare le aziende ad evitare la concentrazione delle ferie in poche settimane, minimizzare gli errori e rendere efficiente la produttività anche nei periodi di ferie. Programmarle in anticipo, distribuire meglio i periodi di assenza, rendere trasparente il processo e adattarlo alle esigenze reali dell’organizzazione è oggi fondamentale, sia per il benessere delle persone sia per la sostenibilità economica delle imprese».










