Il disegno di legge sul femminicidio è stato approvato all'unanimità al Senato con 161 voti favorevoli. Subito dopo è partito un applauso in aula. Il ddl passa ora alla Camera per l'approvazione definitiva. Soddisfatta del risultato raggiunto la premier Giorgia Meloni: “L'Italia è tra le prime nazioni a percorrere questa strada, che siamo convinti possa contribuire a combattere una piaga intollerabile", per poi ringraziare “tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, per aver sostenuto compattamente questa proposta e per aver contribuito a migliorarla”. Per la segretaria del Pd, Elly Schlein, “il confronto vero ha portato all’approvazione all’unanimità. Abbiamo dato un contributo nel merito, migliorando il testo che era arrivato in commissione al Senato a partire dalla definizione del reato, passando per la tutela degli orfani di femminicidio, alla formazione dei magistrati ed eliminando il limite dei 45 giorni per le intercettazioni – aggiunge Schlein – Una legge contro la violenza di genere, su cui opposizione e maggioranza hanno trovato un terreno comune”. Ora, ricorda la leader dem, “è indispensabile lavorare sulla prevenzione”.

Il testo, di iniziativa governativa e frutto di una mediazione fra i gruppi in commissione, introduce l'articolo 577 bis del codice penale che disciplina il reato di femminicidio e punisce con l'ergastolo chiunque provochi la morte di una donna, "commettendo il fatto con atti di discriminazione o di odio verso la vittima in quanto donna, ovvero qualora il fatto di reato sia volto a reprimere l'esercizio dei diritti, delle libertà ovvero della personalità della donna".