È il 2 maggio. A Lainate, Elia, 8 anni, sta tornando dal corso di nuoto in sella alla sua bicicletta scarlatta. A seguirlo, il papà Diego, 42 anni, ingegnere ambientale, e il fratello Niccolò, 7 anni, che pedala lentamente. Stanno per raggiungere a casa l’ultima arrivata, la sorella Matilde, di soli otto giorni. Zona periferica della città, via Leonardo Da Vinci: un furgone con cassone fisso posteggiato in modo irregolare su quella che sembra una ciclabile (il traffico ne ha logorato la segnaletica orizzontale). L'impatto è inevitabile. Il bambino cade, si disarciona, qualche escoriazione sotto il mento e sulla spalla sinistra, nulla di grave. Il papà chiama i vigili urbani, che arrivano «a sirene spiegate», operano i rilievi necessari. Chiede che l’ostacolo sia rimosso. Nessuna sanzione per il mezzo. «Quando siamo andati via, era ancora lì», spiega il padre, in attesa di un ringraziamento per la segnalazione.