Un cittadino marocchino di 42 anni, arrivato in Italia con il decreto flussi lo scorso anno, ha ricevuto il permesso di soggiorno un mese dopo la scadenza del titolo che garantiva la sua permanenza regolare. E quindi il ritardo, di natura burocratica, lo ha reso formalmente irregolare sul territorio per diverse settimane.
A segnalare il caso è la Cgil, che ha raccolto la testimonianza dell’uomo nei propri uffici nel Torinese.
La denuncia della Cgil
Secondo il sindacato, si tratta di una situazione tutt’altro che isolata. «Ritardi e complessità procedurali nel rilascio dei titoli di soggiorno espongono molte persone straniere al rischio di marginalizzazione, sfruttamento e, nei casi più gravi, detenzione nei Cpr in vista di un eventuale rimpatrio» segnala il sindacato.
Il principio stabilito dal Tar






