Perché non è stato ancora rimpatriato il 28enne marocchino, ubriaco, aggressivo e con una lunga lista di precedenti alle spalle, che minaccia e infastidisce i negozianti e gli abitanti di Scandiano, in provincia di Reggio Emilia? È stato fermato più volte dai carabinieri, era stato portato in un Cpr: perché è stato lasciato libero di tornare a Scandiano? Lo chiedono anche i deputati del Pd, in un’interrogazione appena inviata a Matteo Piantedosi. Vogliono «sapere per quali ragioni non sia stato disposto il rimpatrio annunciato nel mese di gennaio». Sostengono che «la situazione relativa ai rimpatri oggi è gravosa. Troppe persone ritenute pericolose o affette da disturbi psichiatrici sono in attesa di essere ricondotte nel loro Paese di origine e nel frattempo creano problemi alla comunità».
Proprio il Pd, però, è all’origine di questa vicenda. L’uomo in questione, nato in Marocco nel gennaio del 1997, è sbarcato a Lampedusa il 10 marzo del 2009. Nel 2022 ha ottenuto un permesso di soggiorno per attesa occupazione, sfruttando il decreto (di fatto una sanatoria) varato nel 2020 dal secondo governo Conte, quello della maggioranza giallorossa. Il provvedimento era stato curato dal piddino Matteo Mauri, viceministro dell’Interno, che lo aveva definito «un intervento doveroso», necessario «per portare centinaia di migliaia di persone, che già vivono in Italia da molti anni».









