Negozi di abbigliamento trasformati in banche clandestine, un’economia sommersa e valigie cariche di contanti che fanno la spola tra l’Italia e Hong Kong. E poi la guerra. A colpi di pistola. Arriva nel capoluogo lombardo la seconda puntata del viaggio partito da Roma e che terminerà a Prato per raccontare la mafia cinese nel nostro Paese
di Rosario Di Raimondo, coordinamento editoriale di Chiara Nardinocchi
Nasce a Roma, all’ombra dei palazzi del potere. Cresce in silenzio, si sposta a Milano, si infiltra nei gangli dell’economia legale. Poi sceglie Prato come base operativa. La mafia cinese è qui da quasi quarant’anni. Ha lavorato nell’ombra. Ha costruito imperi senza fare rumore. Droga, prostitute, fabbriche fantasma, merci false. E soprattutto riciclaggio.
Denaro che scorre sotto traccia. Dall’Italia alla Cina. Miliardi che modificano le mappe del potere economico globale. Mai uno scontro con le mafie nostrane. Solo affari.
Fino a quando il silenzio si rompe.






