Trattativa ad oltranza sui dazi di Trump. Per il Financial Times, Bruxelles sarebbe pronta a siglare ’un’intesa quadro temporanea’ che fissi le tariffe reciproche al 10%, ma è probabile che gli Usa imporranno all’Ue dazi più elevati rispetto a quelli concordati con la Gran Bretagna. ’Non ci aspettiamo di ricevere una lettera come quella inviata a Corea del Sud e Giappone nei giorni scorsi’, dice il portavoce della Commissione europea, mentre martedì Trump aveva annunciato una missiva simile a Bruxelles entro un paio di giorni. Oggi al Parlamento europeo il voto di sfiducia contro von der Leyen. La maggioranza che sostiene la presidente Ue è minata dai mal di pancia di socialisti e liberali, ma la mozione non dovrebbe passare a meno di clamorosi colpi di scena.

Il governo brasiliano mette a punto la risposta ai dazi del 50% annunciati dagli Stati Uniti su tutte le esportazioni brasiliane. Pur giudicando la misura statunitense “eminentemente politica e priva di qualsiasi razionalità economica”, Brasilia intende agire, almeno inizialmente, su un piano strettamente commerciale. Il Planalto, in ogni caso, non nutre aspettative di un passo indietro da parte di Donald Trump. Per questo - secondo il ministro della Comunicazione Sidônio Palmeira - il presidente Luiz Inácio Lula da Silva è determinato a seguire la strada delle contromisure sulla base reciprocità e non intende telefonare al suo omologo statunitense. Secondo O Globo, il governo attenderà fino al 1° agosto prima di attuare misure concrete, lasciando comunque spazio a un possibile negoziato. Tra le ritorsioni al vaglio ci sono l’aumento dei dazi sull’export statunitense, la revoca di brevetti farmaceutici e la tassazione più elevata su film, libri e contenuti soggetti a diritto d’autore. Il governo valuta anche un ricorso all’Organizzazione mondiale del Commercio (Omc), ritenendo che i nuovi dazi violino il principio della concorrenza leale, dato che la bilancia commerciale è deficitaria per il Brasile. Al termine di una riunione di emergenza, come riportato da Metrópoles, Lula ha stabilito un piano d’azione articolato su tre fronti. Il primo: incontri con i settori economici più colpiti per cercare di far fronte comune. Il secondo: l’attivazione della diplomazia, con incarico al vicepresidente Geraldo Alckmin e ai ministri degli Esteri Mauro Vieira e delle Finanze Fernando Haddad di cercare le autorità Usa. Il terzo: lo scontro politico interno, con il Planalto deciso ad attribuire la responsabilità dei dazi al suo predecessore Jair Bolsonaro e alla sua area conservatrice. Dopo quasi 24 ore di silenzio, Lula dovrebbe intervenire già oggi con un discorso a reti unificate per illustrare la linea del governo.