Decine di titoli provvisori, un candidato alla regia che insisteva nel parlare di "una grande balena", lo squalo meccanico che si inceppava paralizzando il set, cento giorni di straordinari e milioni di dollari fuori budget. Dietro la macchina da presa, un ragazzo di 27 anni cocciuto ma quasi alle prime armi, divorato dalla paura di non lavorare mai più. Sono solo alcuni dei retroscena raccontati da 'Jaws @ 50: The Definitive Inside Story', il folgorante documentario diretto da Laurent Bouzereau, che National Geographic rende disponibile su Disney+ dall'11 luglio per il cinquantesimo compleanno di 'Lo Squalo'. E il capolavoro di Spielberg torna al cinema solo dall’1 al 3 settembre con Adler.
Con materiali d'archivio, interviste inedite e testimonianze d'epoca, il film ripercorre la genesi caotica e rivoluzionaria del primo vero blockbuster della storia del cinema. Steven Spielberg appare giovane e scapigliato nei filmati di backstage. "Un attore venne a dirmi che tutti pensavano che non sarei riuscito a chiudere il film e che non avrei mai più lavorato. È stato un colpo basso", racconta oggi, con barba e capelli candidi e decine di successi alle spalle. Lo stress accumulato era tale che, anche dopo il trionfo in sala, "continuai per mesi a nascondermi nella barca conservata agli Universal Studios per piangere a lungo".






