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I governi di Francia e Regno Unito, le uniche due potenze nucleari dell’Europa, si sono impegnati per la prima volta a coordinare i loro arsenali atomici: non significa che estenderanno la protezione che questi garantiscono a tutto il continente (un tema di cui si parla da tempo), ma è comunque un passo avanti in quella direzione. L’accordo è stato annunciato giovedì dal primo ministro britannico Keir Starmer e dal presidente francese Emmanuel Macron: hanno detto che i rispettivi paesi risponderanno congiuntamente alle minacce ai loro «interessi vitali», intendendo così anche l’Europa.

L’obiettivo è accrescere quella che in gergo militare viene chiamata “deterrenza”, ossia la capacità di scoraggiare attacchi di altri paesi per il solo fatto di possedere armi con un enorme potenziale distruttivo, come quelle nucleari. L’annuncio è rilevante in un momento storico in cui l’Europa vuole provare a difendersi da sola, di fronte all’aggressività della Russia e alla prospettiva di un sempre maggiore disimpegno degli Stati Uniti promosso dal presidente Donald Trump. Su pressione di Trump, per esempio, a giugno i paesi della NATO (tra cui 23 membri dell’Unione Europea) si sono impegnati ad aumentare le spese militari nei prossimi dieci anni.