La Francia e il Regno Unito hanno firmato un accordo per coordinare le loro forze nucleari. Il 10 luglio 2025, a Londra, Keir Starmer ed Emmanuel Macron hanno siglato la Dichiarazione di Northwood, che apre alla possibilità di una risposta congiunta a minacce esistenziali contro l’Europa, pur mantenendo separati i rispettivi comandi atomici.L’intesa è stata raggiunta durante un vertice in formato ristretto della Coalizione dei volenterosi, il gruppo di paesi che sostiene militarmente l’Ucraina di cui fa parte anche l'Italia, e ha visto per la prima volta la partecipazione ufficiale degli Stati Uniti attraverso l’inviato speciale Keith Kellogg. L’accordo riflette la crescente preoccupazione per la tenuta dell’ombrello nucleare americano, soprattutto dopo le ripetute dichiarazioni del presidente americano Donald Trump che hanno messo in dubbio l’impegno degli Stati Uniti nella difesa europea.Oltre all’accordo sul nucleare, l’incontro ha portato ad altre intese strategiche: la fornitura di nuovi missili Storm Shadow a Kyiv, il rafforzamento della forza militare congiunta franco-britannica e la creazione di una “Entente industrielle” per sviluppare insieme tecnologie avanzate nel settore della difesa. È stato inoltre stabilito che la Coalizione dei volenterosi avrà un quartier generale a Parigi, gestito congiuntamente da Francia e Regno Unito, che dopo 12 mesi si trasferirà a Londra.Cosa prevede l'accordo nucleareAlla base della Dichiarazione di Northwood tra Francia e Regno Unito c’è l’affermazione che "non esiste alcuna minaccia estrema all'Europa che non provocherebbe una risposta da entrambe le nazioni". Il documento firmato da entrambi paesi chiarisce che le rispettive forze di deterrenza rimangano completamente indipendenti nei processi decisionali, ma possano essere coordinate nelle operazioni. Questo significa che ciascun paese mantiene la sovranità assoluta sulla decisione di utilizzare le proprie armi nucleari – spetta al primo ministro britannico e al presidente francese autorizzarne l'uso – ma le due nazioni si impegnano a consultarsi e agire congiuntamente di fronte a minacce esistenziali contro l'Europa.L'elemento più concreto dell'intesa è la creazione di un Gruppo di supervisione nucleare Regno Unito-Francia, co-presieduto dall'Eliseo e dal Cabinet office britannico. Questo organismo avrà il compito di coordinare la cooperazione crescente nei settori della politica nucleare, delle capacità operative e della ricerca.L'accordo espande inoltre la cooperazione sulla ricerca nucleare, già avviata nel 2010 con il programma Teutates per la condivisione di strutture radiografiche per testare la sicurezza delle testate senza esplosioni. Le due nazioni utilizzeranno maggiormente le strutture di ricerca presenti nei rispettivi paesi e coordineranno gli sforzi per rafforzare l'architettura internazionale di non proliferazione. Parallelamente, il nuovo patto Lancaster house 2.0 prevede lo sviluppo congiunto di missili di prossima generazione per sostituire gli Storm Shadow/Scalp, che si sono rivelati decisivi in Ucraina, oltre a una "Entente industrielle" per progetti su missili aria-aria, armi a microonde e sistemi di disturbo per droni.Gli arsenali a confronto: potenza limitata ma strategicaRegno Unito e Francia dispongono complessivamente di circa 515 testate nucleari, secondo le stime della Federation of American Scientists per il 2025: 225 britanniche e 290 francesi. Si tratta di arsenali relativamente modesti se confrontati con i giganti atomici: la Russia possiede circa 5500 testate totali, di cui 1700 strategiche dispiegate e 1000-2000 tattiche, mentre gli Stati Uniti ne hanno circa 5200, con 1670 strategiche operative. Insieme, Russia e Stati Uniti controllano quasi il 90% delle armi nucleari mondiali, stimata in 12.240 testate totali.La Cina rappresenta la variabile più preoccupante, con un arsenale in rapida espansione: dalle 500-600 testate attuali, Pechino sta aggiungendo circa 100 nuove armi all'anno e potrebbe superare gli arsenali franco-britannici combinati entro il 2030. Le altre potenze nucleari – India, Pakistan, Israele e Corea del Nord – possiedono arsenali ancora più limitati, nell'ordine delle decine o al massimo delle centinaia di testate.Tuttavia, la potenza degli arsenali europei non va sottovalutata dal punto di vista strategico. Entrambi i paesi dispongono di sottomarini nucleari con missili balistici costantemente in pattuglia negli oceani, rendendo le loro forze praticamente invulnerabili a un primo attacco. Secondo un'analisi della Rand Corporation, il think tank americano specializzato in questioni strategiche, le testate britanniche e francesi sarebbero sufficienti per distruggere i principali centri urbani e industriali russi, causando milioni di vittime e danni tali da rendere qualsiasi aggressione non conveniente per Mosca.Questo principio della deterrenza nucleare funziona anche con arsenali relativamente piccoli, purché garantiscano la capacità di rappresaglia dopo un eventuale primo attacco nemico. Il Regno Unito sta inoltre espandendo le proprie capacità con l'acquisto di 12 caccia F-35A americani per trasportare bombe nucleari americane, aggiungendo una componente aerea al deterrente tradizionalmente basato solo sui sottomarini. La Francia mantiene già un sistema duale con i missili da crociera Asmp-A sui caccia Rafale e i missili balistici sui sottomarini classe Triomphant, il che gli garantisce quella flessibilità operativa che la Gran Bretagna sta cercando di replicare.