Rischi di "recessione" o comunque di rallentamento della crescita, di spinta all'inflazione o, al contrario, di depressione dei prezzi. I dazi dell'amministrazione Trump, e ancora più l'incertezza sulla loro versione finale, restano l'elemento di maggiore preoccupazione nella comunità finanziaria ed economica italiana ed europea, preoccupazione alla quale dà voce il presidente dell'Abi Antonio Patuelli e che fa chiudere in calo i mercati azionari.

Misure che agitano anche la politica con la leader dell'opposizione, Elly Schlein, che accusa: "più ancora della tariffa il danno lo fa l'incertezza, e questo signore che oggi governa gli Usa via twitter si permette di generare da quando si è insediato otto mesi di incertezza". Danni che - prosegue la segretaria del Pd - il governo Meloni "cerca di coprire" "per imbarazzo".

Le possibili misure finali che il presidente Usa intende varare contro l'Europa in particolare e, più in generale, verso il resto del mondo, hanno appunto tenuto banco all'assemblea dell'ABi a Milano. Il presidente dell'associazione Antonio Patuelli, nella sua relazione, ha chiesto di "disinnescare" i rischi di protezionismo e dei dazi, pena effetti a catena sulle banche e quindi sull'andamento dell'economia. Certo, il ministro dell'economia Giorgetti ha rivendicato i risultati del governo e i segnali "positivi per l'economia italiana" come un pil acquisito dello 0,5% per il 2025 e l'occupazione ai massimi ma non ha nascosto anche lui le incertezze derivanti dai dazi. C'è poi il governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta.