È molto probabile che Jacopo Lazzarini covasse da tempo sotto la Cenere, come recita la sua hit tormentone, la speranza di una notte così. Ma, superando anche le più ottimistiche previsioni di chi come noi si è ritrovato davanti a una scaletta monstre - 3 ore di concerto, 44 canzoni, quasi 20 ospiti (da Ghali a Marracash, da Anna Pepe a Laura Pausini, più tutti i bro’ del rap da Fabri Fibra fino a Geolier), 12 orchestrali, una mamma e un papà –, ieri sera Lazza ha fatto davvero le cose in grande. E dimostrato, in un San Siro gremito che ha ripagato chi si è messo in fila 24 ore prima ai cancelli, la maturità di un animale da palcoscenico, bravo a intrattenere. Ma anche a mantenere le promesse.
Come quando ha presentato il papà, tifoso di calcio, che in quello stesso stadio lo aveva portato tante volte a vedere il loro Milan. E al quale Jacopo aveva detto: “Un giorno lo riempirò io, San Siro, papà”. E ancora più emozionante poco prima, quando ha chiamato sul palco mamma Francesca: “Vieni socia volevo farti vedere che meraviglia”, le ha detto andando a prenderla dal backstage. “Questo è merito tuo e anche se un giorno ci scorniamo e l’altro pure, mi sembrava giusto ringraziarti”. E in quel momento le ha passato un inconfondibile sacchetto arancio, griffato Hermès: “Mamma ti regalerò una Birkin”, cantava sei anni fa in Re Mida. Orgoglio di un figlio che ce l’ha fatta e promessa mantenuta: “Il regalo non è niente rispetto a ciò che ha sopportato in questi 30 anni”. Una borsa simbolo, tra l’altro, che porta il nome di una mamma dello showbiz ma soprattutto una delle poche attrici-cantanti per le quali si può scomodare il termine icona: Jane Birkin. Musica, moda e sentimenti: tutto torna.






