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Ultimo aggiornamento: 8:07 del 9 Luglio

di Alessandro Raboni*

1º giugno 2018, milioni di europei si trovano improvvisamente impossibilitati a pagare un caffè, fare la spesa o salire su un taxi. Il motivo? Un blackout tecnico nei server di Visa. Per circa sei ore, i terminali POS in tutto il continente iniziano a rifiutare le carte con il logo blu e oro. Le autorità avviano indagini, mentre i commercianti si arrangiano come possono, accettando solo contanti o alternative locali. Mastercard resta operativa, ma il danno è fatto. Un singolo punto di fallimento ha messo in ginocchio interi settori, alimentando un dibattito mai davvero risolto: è accettabile che i pagamenti di centinaia di milioni di cittadini europei dipendano da infrastrutture private e statunitensi?

Sette anni fa, questo episodio mise in luce il rischio sistemico legato alla dipendenza dai due colossi americani dei pagamenti. Oggi, in un contesto geopolitico sempre più incerto, le preoccupazioni si acuiscono. “La dipendenza da sistemi statunitensi espone l’Europa a potenziali forme di coercizione economica”, ha ammonito Philipp Lane, Capo Economista della Banca Centrale Europea (BCE), nel marzo 2025.