Il quadro normativo attuale "espone i professionisti a responsabilità eccessive e sproporzionate.
In particolare, la mancata distinzione tra le responsabilità del professionista e quelle dell'appaltatore porta i primi a rispondere solidalmente per vizi non di loro competenza, mentre l'incertezza sui termini di prescrizione aggrava la situazione, estendendo la responsabilità anche a distanza di anni".
Lo si legge nello studio commissionato dalla Fondazione Inarcassa sulla responsabilità civile di ingegneri e architetti impegnati nella progettazione e direzione dei lavori, in ambito pubblico e privato, consegnato al viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, nel corso di un incontro con il presidente dello stesso organismo professionale Andrea de Maio.
"Al centro del confronto non solo il tema dell'aumento delle responsabilità a fronte di tutele insufficienti, ma anche quello dei compensi professionali da tempo non più adeguati", si legge, infine.






