TREVISO - «Sei un assassino, che tu sia maledetto per il resto dei tuoi giorni». Mamma Roberta avrebbe voluto urlarle quelle parole, ma le lacrime le hanno stretto la gola. Quando la corte d'assise del tribunale di Treviso ha pronunciato la parola "ergastolo", la madre di Vanessa Ballan è scoppiata a piangere, abbracciata dal marito Stefano che prima della lettura del dispositivo ha cercato invano di incrociare lo sguardo di Bujar Fandaj, l'imbianchino kosovaro 41enne che il 19 dicembre 2023 prese a pugni e poi accoltellò con 8 fendenti sua figlia, ammazzandola a 26 anni e quando in grembo portava il figlio del suo compagno, Nicola Scapinello. L'imputato, che si è chiuso nel silenzio subito dopo il delitto, faticando a parlare anche con le sue legali, le avvocate Chiara Mazzoccato e Daria Bissoi, è entrato in aula con la testa china e gli occhi rivolti verso il basso, e le mani ferme lungo i fianchi. Ha ascoltato la lettura delle sentenza rimanendo immobile, non tradendo alcuna emozione. La sua espressione in volto non è mai cambiata, nemmeno quando si voltato verso gli agenti di polizia penitenziaria per tornare in carcere.
Centri antiviolenza a rischio chiusura, l'appello nel giorno della sentenza sull'omicidio di Vanessa Ballan: «Salvateli, vanno riviste le norme»






