Ius scholae, partita chiusa. Da Cologno Monzese, nel giorno della presentazione dei palinsesti Mediaset per la prossima stagione, è Pier Silvio Berlusconi a dirlo in maniera inequivocabile. L'amministratore delegato di Mediaset riesce nell'impresa di non usare parole troppo dure nei confronti di Antonio Tajani, leader di Forza Italia che da mesi rilancia il tema che piace al centrosinistra ma per nulla agli alleati di governo, e tenere così unita la coalizione di centrodestra.

Anzi, con abilità da politico navigato, il figlio del Cavaliere si premura di precisare di essere "personalmente favorevole allo Ius Scholae, lo sento profondamente. Se un ragazzo ha fatto un percorso scolastico qui, è italiano più di me" Però, ed è questo il vero cuore del suo intervento, non può essere considerato una priorità politica in questo momento: "Non è questione ideologica, ma di tempistiche. Oggi in Italia ci sono quattro o cinque temi più urgenti da affrontare. Il principio è giusto, ma i tempi vanno valutati. Parlo anche da padre: mi sembra una questione di buonsenso. Mi sorprende che sia ancora divisiva. Ma bisogna scegliere con attenzione cosa viene prima", ha concluso Pier Silvio.

SULLO IUS SCHOLAE NON C'È TRATTATIVA